Si tratta di una metodica che ha conosciuto negli ultimi 20 anni una evoluzione tale da potersi definire rivoluzione. Si attua con la somministrazione endovenosa di più farmaci, ognuno dei quali ha proprietà depressive sul sistema nervoso centrale, ma agisce con meccanismi differenti, su sistemi neuronali diversi, producendo quindi ognuno effetti specifici. Si avvale dell’utilizzo associato di benzodiazepine, oppioidi, anestetici a breve o brevissima emivita.

Si caratterizza per indurre i seguenti effetti: ansiolisi profonda, amnesia retrograda, ipnosi (sonnolenza) di vario grado,  analgesia moderata. Ciò induce gradevolezza soggettiva e alta compliance psico-comportamentale. Viene mantenuta la collaborazione, ma a livelli che possono essere di volta in volta preferiti e richiesti dall’operatore.
La associazione di questi principi attivi, appartenenti a differenti categorie chimiche e farmacologiche, produce effetti sinergici, non semplicemente additivi: cioè l’effetto finale è maggiore e più completo della semplice somma degli effetti singoli.

L’analgo sedazione neuro-target controllata è una tecnica più complessa, che richiede la disponibilità di apparati sofisticati per il monitoraggio multiparametrico e per la infusione su più linee, competenza ed esperienza specifiche.

La prerogativa e i vantaggi peculiari che ne derivano sono incomparabili a qualsiasi altro approccio. Consente di trattare ogni soggetto adulto, fobico, iperemetico, terrorizzato, iperscialorroico. Non meno che pazienti affetti da patologie invalidanti che male sopportano, o per nulla, procedure impegnative: coronaropatici, pazienti vascolari, diabetici, obesi, broncopneumopatici, miopatici, ecc.
In pratica non incontra limitazioni in merito alla durata dell’intervento: la farmacocinetica multipla su cui poggia la sua strategia farmacologia consente di mantenere per tempi anche lunghi lo stato di sedazione richiesto. Inoltre permette di variare, adeguandolo alla fase dell’intervento o alle necessità dell’operatore, il piano di sedazione. Apporta una componente analgesica che aiuta significativamente il paziente nelle fasi in cui il controllo del dolore non è ottimale: infiltrazione con anestetico locale multimodale e multifocale, fasi tardive in cui l’effetto anestetico si alleggerisce o dissolve. Garantisce una riemersione prontissima, e una ripresa di tutte le funzioni neuro-sensoriali, relazionali e di autonomia soggettiva in pochi minuti, indipendentemente dalla durata della procedura.

Non è indicata, al pari della ansiolisi, per il trattamento di pazienti pediatrici e adulti con gravi disabilità cognitive.
Non richiede una visita precedente all’appuntamento operativo, ma soltanto un’anamnesi ed esame obbiettivo pre-procedurali.
Ed è compatibile con una leggera colazione, non richiede sospensione di alcun trattamento che il paziente eventualmente assumesse, permette una pronta dimissione, molto più rapida rispetto alla tecnica della ansiolisi benzodiazepinica semplice.
Al pari di altre tecniche, prevede la disponibilità di un accompagnatore per il ritorno a domicilio.
É da considerarsi tecnica di elezione nel quotidiano contesto di interventi di medio e alto impegno operativo, per pazienti fobici che a fatica riescono a garantire collaborazione anche per procedure di modesto impegno, o per pazienti biologicamente più vulnerabili e fragili.


Articolo di approfondimento su Italian Dental Journal


Le altre modalità di assistenza anestesiologica: